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#chespettacoloquandogiochiamonoi

In questi giorni il mio stato d’animo oscilla tra  l’amareggiato e il rassegnato.

So già che dovrò farmene una ragione e mandare giù l’ennesimo boccone amaro. Molte volte ho pensato e mi sono chiesto perchè lo faccio, perchè cerco di esserci sempre per chi dopo aver preso se ne va?

Cerco sempre di essere una persona su cui poter contare, un “buon” amico, un collega onesto e leale, consapevole di non riuscirci sempre e sopratutto consapevole che di errori ne ho fatti e ne farò tanti. Mi dispiace solo che persone con cui hai condiviso molto (parente, amici e forse anche di più…), a cui hai pensato di dare più di quanto avresti mai pensato di dare in termini affettivi a chiunque, vieni a sapere che dopo essersi allontanate da te, per motivi che non conosci e che saresti curioso di capire ed affrontare, scopri che di te in giro parlano malissimo e ti attribuiscono cose che mai avresti detto e sopratutto situazioni a cui mai avresti partecipato proprio per la tua indole.

Sono certo di aver compiuto mille errori, di poter avere comportamenti difficilmente interpretabili a causa del mio carattere, di sicuro sono il  primo a sbagliare. Ma allo stesso modo cerco di rimediare, quando capisco dove ho sbagliato e sopratutto dove posso essere stato frainteso, faccio di tutto per poter sistemare le cose.

Più le persone sono vicine più il “colpo” fa male.

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Scritta su un muro del Manicomio di Sassari

Ho direttamente potuto appurare che l’amicizia è in realtà una cosa effimera che molte volte nella realtà non esiste, o che si travisa. Non sono un FAN del mondo della Chiesa, ma ho capito, e constatato su di me, che dalla Bibbia il popolo di Dio ha imparato l’isegnamento di Giuda ma nessuno ha capito quello di Cristo.

Le motivazioni, per cui qualcuno si spinge ad essere Giuda, sicuramente sono di tipo “politico/opportunistico”, che portano alla nascita di coalizioni esclusivamente volte a portare acqua al proprio mulino senza contestualizzare. Questo crea delle situazioni che seppur chi le subisce le può comprendere fanno male.

Alla fine sono giunto alla conclusione però che non cambierò il mio atteggiamento, cercherò di cambiare solo le mie misure di difesa. Il mio atteggiamento è chiaro e limpido, cerco sempre di esserci per chi ha bisogno e mi chiede aiuto, anche se passo sempre per quello tonto e scemo che può essere inculato, ma al cospetto delle cose io sto bene con me stesso, perchè non uso due misure diverse, io cerco di usare sempre la stessa misura rapportata alla vita, cerco, per quanto mi è possibile, anche se so di non esserlo fino in fondo, coerente con quello che provo.

Mi si potrà contestare i sentimenti che provo nel momento in cui compio una determinata azione ma non i ragionamenti, in quanto i secondi derivano dai primi ed essendo umano credo giusto farmi guidare da essi.

Solo il tempo potrà giudicare, spero però che un giorno queste persone possano capire che ci sono anche se devono mandarmi a fanculo anche per litigare ma che vengano da me e non che inventino cose che non esistono per creare ombre.

Se sbaglio pago ma non posso pagare un conto che non conosco.

Con eterno amore, per sempre tuo.

Davide

cit:

Quante in questi anni ci han deluso 
quante ci hanno preso e poi di peso ci hanno buttato 
Si alza dalla sedia del bar chiuso 
lentamente Cisco fa un sorriso e dice: 
“Noi abbiam capito tutto è un po’ come nel calcio” 
E’ la dura legge del gol 
gli altri segneranno però 
che spettacolo quando giochiamo noi 
non molliamo mai 
Loro stanno chiusi ma 
cosa importa chi vincerà 
perché in fondo lo squadrone siamo noi 
lo squadrone siamo noi

La dura legge del gol – 883

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Le mie donne

Mi prendi in giro perchè credi che io lo stia facendo solo come un semplice gioco, invece no…
mi piace guardarti, mi piace guardare i tuoi occhi che diventano brillanti quando ti spogli davanti a me…quando l’atmosfera si accende, quando il mio desiderio più profondo diventa realtà…quando sei mia“.
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Questa sopra è una mia breve riflessione in merito ad un argomento che ho toccato varie volte con Lisa.
Per ogni uomo penso che la propria donna (reputo valga anche al contrario o almeno così cerco di pormi con Lisa, forse non sempre riuscendoci) debba rivestire più ruoli:
– la nostra donna come MAMMA, si perchè in fondo ogni volta che c’è qualcosa che non va o c’è un problema l’istinto primordiale di ogni maschio da 0 anni ad infinito è necessariamente quello di trovare delle braccia protettive che possano accoglierlo e sopratutto farlo sentire al sicuro mentre si cura le “ferite”. Oltre ad essere la figura a cui ogni uomo affiderebbe i propri figli.
– la nostra donna come AMICO, si perchè in fondo ogniuno di noi ha bisogno del supporto di un amico, di una persona che è pronta a non chiederti spiegazioni ma ad esserci per sorreggerti in ogni momento, e credo che seppur nessuno sostituirà il tuo miglior AMICO, la tua Compagna (o Compagno) deve essere a volte in grado di interpretare tale parte.
– la nostra donna come GEISHA, una persona che è pronta a soddisfare tutti i desideri, ma non solo sessuali come si potrebbe intendere, anche del semplice desiderio di onnipotenza, di cui purtroppo ogni uomo soffre. Perchè lo dobbiamo ammettere, siamo fatti male, dobbiamo sempre dimostrare di essere forti anche quando non lo siamo e dobbiamo in qualche modo aver la necessità di apparire più forti e protettivi nei confronti della nostra Compagna.
Queste sono, a mio avviso, le tre interpretazioni che ogni Compagna deve essere in grado di gestire nei confronti del proprio uomo (in declinazioni magari diverse ma credo che la cosa vada bene anche a parti invertite), la dose di un personaggio rispetto all’altro è necessario venga decisa tra le parti ma di sicuro posso già ammettere che nel momento in cui la parte preponderante diventa la figura materna in quel rapporto vi è un problema.
Premesso questo, reputo però che sia compito dell’uomo far capire alla propria donna quando è il momento di usare una o l’altra interpretazione e sopratutto è compito dell’uomo apprezzare lo sforzo della donna per ogni interpretazione della parte, perchè in quel momento lei si “spoglia” del suo essere se stessa per poter essere una parte di noi.
Quindi Uomini non state sempre a lamentatevi delle vostre Compagne, ma cercate di capire lo sforzo che fanno ad interpretare figure così diverse, che dovrebbe in qualche modo farvi capire che non sempre per noi sono comprensibili gli atteggiamenti che hanno, perchè pochi di noi sono in grado di interpretare figure diverse come invece fanno loro, e per questo a volte crediamo di parlare con il nostro amico, ma in quel momento lei ha addosso la maschera della mamma (o molteplici di altri casi) e non c’è ne siamo accorti e quello che diciamo potrebbe ferirle.
Quindi a volte ringraziatele anche senza apparente motivo, fate i complimenti ed apprezzamenti, perchè anche se al momento verrete derisi o non verrete capiti, nel lungo cammino insieme sicuramente questi piccoli vostri gesti tracceranno il vostro percorso e diventeranno la strada della vostra relazione dove potrete tornare indietro e ricominciare a camminare insieme, quando per errore confonderete le figure.
Beh, forse non serve a nulla ma di sicura è un altro mio pensiero.
Una buona giornata a tutti.
Davide
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Francooo…parliamo????…

Sabato sera sono uscito a cena con Lisa e una coppia di amici.

Una bellissima serata, aperitivo e un ottima cena in un locale della mia zona (“il Trovatore” a Ceggia – https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g2020426-d2019892-Reviews-Ristorante_al_Trovatore-Ceggia_Veneto.html – a cui consiglio a tutti una prova, vista la qualità dei prodotti, la ricercatezza della cantina a disposizione e non per ultima l’ospitalità dei proprietari). Mille i discorsi che si sono susseguiti, dai più frivoli ai più seri, ma uno mi è rimasto in mente e ancora, a distanza di una settimana, mi gira in testa.

“devi parlare, non devi tenerti dentro le cose”

questo il succo del discorso, che con molto fervore, sopratutto perchè il discorso era rivolto non solo a me ma anche al suo compagno, cercava di farci capire.

Al momento ho cercato di spiegare le mie motivazioni, il fatto che il mio stare in silenzio molte volte è frutto del fatto che sono conscio che anche se lo dico le cose non cambiano e pertanto forse non vale la pena scaricarle su qualcunaltro. Mentre altre volte cerco il silenzio perchè è un metodo per staccare da tutto.

Beh il discorso quella sera si è chiuso molto semplicemente con un ottimo gin tonic a testa….Nella mia mente però ha cominciato a circolare, e come sapete avendo problemi di insonnia, l’altra notte ho avuto modo di rifletterci abbondantemnte e ne ho tratto le conclusioni, in quanto era diventato curioso anche per me analizzare certi miei silenzi.

In breve reputo di poter classificare i miei silenzi in quattro grandi gruppi (che di seguito   descriverò), di fondo l’unica nota in comune hanno il fatto che cerco sempre di non far male alle altre persone (condivido l’opinione che le parole a volte possano far più male di qualsiasi dolore fisico) dicendo cose che in quel momento di istinto potrei pensare ma che sono dettate solo dall’irritazione  e di cui un momento dopo potrei pentirmene. Credo che di base i miei silenzi sia dettati da questo e dal fatto che molte volte cerco prima di dare una risposta, un giudizio, un opinione su qualsiasi cosa, di mettermi dall’altra parte della barricata e cercare di capire il comportamento delle persone e rapportarlo al mio comportamento in modo di capire se posso aver sbagliato io o se diversamente il comportamento di quella persona che ha creato il problema possa derivare da altre circostanze.

In breve riassumo i miei silenzi:

  • Il primo mio silenzio è frutto di una specie di istinto di protezione che ho verso il mio interlocutore, perchè se il problema viene da una sfera diversa rispetto a quella della persona che mione la domanda “cosa c’è che non va”, è inutile che trasferisca il mio problema perchè reputo che saremo in due ad avere un problema irrisolvibile. Per capirci meglio se ho un problema con i colleghi di lavoro difficilmente potrò trasferlo alla mia compagna in quanto lei avrebbe un problema di cui non può intervenire e che magari gli procura “sensazioni” negative e non ne può fare nulla. Preferisco non dire nulla e cercare di chiudere il problema nella scatola “lavoro” che cerco di mantenere sempre molto distante dalla scatola “vita privata” anche se non è sempre così facile. Spero che chi mi sta intorno capisca questa cosa, anche se per esperienza, so che non sempre funziona e sopratutto che una volta per questo motivo ho perso un amica. Ma non sono in grado di fare diversamente per me il “lavoro” rimane e deve rimanere molto distante dalla “vita privata” anche se a volte il mio umore è condizionato da una delle due sfere e si trasferisce nell’altra senza ragione. Condivido con l’amica che mi ha portato a questa riflessione che questo mio comportamento a volte è dannoso per chi mi sta intorno perchè non capisce il mio stato d’animo, e credo che tra tutti i miei silenzi sia l’unico in cui dovrei cambiare.
  • C’è il mio silenzio derivante da situazioni a cui non so dare una spiegazione, ma che mi procurano “sensazioni” negative. Questo mio silenzio rimane tale perchè veramente non saprei spiegarlo a nessuno, non capendo la situazione per me sarebbe impossibile dirti perchè ci sono rimasto “male”. Faccio un esempio, la reazione di una persona che esula dal contesto in cui siamo immersi, con comportamenti e/o parole fuoriluogo. Situazioni di tale tipo mi creano sensazioni negative e che mi lasciano perplesso. Non dirò mai nulla, lascierò che quella persona faccia quello che deve, e sopratutto cercherò di evitare il discorso con chi mi ha causato la sensazione negativa, a meno che non sia la persona stessa a parlarmene, perchè non avendola capita non saprei come affrontare la cose.
  • Il terzo silenzio deriva dal fatto che ho già provato a dirtelo una volta scherzando, te l’ho detto già due volte alla terza non lo dico più e sto in silenzio quando accade perchè so che le mie parole sono inutili. Non serve far esempi qui vince il detto: “E’ inutile insegnare all’asino…si perde tempo e si infastidisce la bestia“. Forse questo è il silenzio che più mi infastidisce ma anche l’unico a cui reagisco cambiando il mio atteggiamento verso le persone che me lo procurano.

  • Poi c’è il quarto e ultimo silenzio, serve quando proprio sono al limite, serve per dirti basta non riesco più a sostenere qualsiasi comunicazione. Serve per mettere fine ancora prima di iniziare perchè qualsiasi comunicazione sarebbe vana. Forse in fondo non è neanche una forma di silenzio ma è l’ultimo stadio dei silenzi precedenti, e di solito viene seguito da un lento allontamento momentaneo che serve a me stesso per capirmi.

Ecco i miei silenzi, lo so serve cambiare, ma già questo credo sia un grande passo per me…

Buona giornata a tutti e sopratutto buon fine settimana lungo a tutti.

 

Davide

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Coppie di Fatto, Adozioni, ecc…

Ciao a tutti,

scusate l’assenza prolungata di queste settimane ma purtroppo gli impegni sul lavoro mi hanno tenuto lontano da questo mio piccolo “sfogatoio”.

Oggi, dopo che la bufera è passata, dico la mia personale opinione sulla questione delle coppie di fatto, adozioni e utero in affitto. Argomento molto delicato e dibattuto, che ha visto nascere schiere di paladini dell’uno e dell’altro fronte. Gente che a mio parere ritiene di possedere la verità assoluta, trincerandosi dietro stereotipi e dietro pregiudizi di uno o dell’altro fronte.

Credo, come sempre nella mia vita, che la verità stia nel mezzo e pertanto reputo che sia necessario prendere delle decisioni di buon senso e che tengano in primo conto le relazioni umane in genere.

Quindi suddividendo per punti il mio pensiero in breve è questo:

  • COPPIE DI FATTO: In una società civile, come dovrebbe essere la nostra, è necessario apportare una riforma complessiva del contratto di matrimoniale, come stabilito dal nostro ordinamento civile. Credo sia necessario, ad oggi slegare totalmente il concetto di matrimonio civile da quello religioso. Sono convinto che tutti indipendentemente dalla necessità di cotrarre un legame matrimoniale in senso stretto, debbano avere pari diritti e pari doveri, l’uno nei confronti dell’altro nel momento in cui vi è un sentimento. Quindi, indipendentemente dai propri gusti sessuali e dai condizionamenti religiosi o culturali di una società, quando vi sono due persone, in grado di intendere e di volere, che provano un sentimento tra loro e che decidono di condividere la loro vita è giusto che vi sia la possibilità di instituire un contratto giuridico che possa normare tale comportamento
  • ADOZIONI: per quanto attiene alle adozioni la questione, seppur complicata, la risolverei in modo molto semplice. Premesso che non ho nulla contro le coppie gay e reputo che molte di loro abbiano più amore e giudizio di una coppia che per “sbaglio” ha avuto un figlio. Ciò detto ritengo che l’unico pregiudizio nei confronti di queste coppie sia dovuto dalla società in cui in un futuro quel bambino crescerà. Quindi ritengo che sia giusto che le adozioni possano essere date indistintamente a coppie eteo o omosessuoli con l’unico vincolo (oltre alle necessarie verifiche già in atto oggi) che entrambe le coppie (anche quelle etero in questo momento ne hanno molto bisogno a mio avviso) siano disposte ad effettuare un percorso con degli psicologi preparati (su questo condivido anche la necessità che vi possa esistere un psicologo di base, come lo è il medico di base, perchè ritengo che in una società complessa come la nostra siano maggiori i casi di malattia dovuti a problemi psicologici che ad effettivi problemi fisici) che possano essere di supporto sia nel momento dell’adozione, ma anche nei momenti di crescita di formazione della nuova famiglia con un “obbligo” di verifica periodica almeno fino alla maggiore età del figlio.
  • SURROGAZIONE DI MATERINITA’ o UTERO IN AFFITTO: questo è l’unico punto che mi trova contrario. Ma ne sono contrario indipendentemente da chi ne fa la richiesta. Credo sia solo un atto di egoismo estremo, se purtroppo per natura non ti è stata data la possibilità o meglio il dono di avere un figlio, che tu sia etero o gay, non sostituirti alla scienza o alla divinità per i credenti, ma adotta uno dei tantissimi bambini bisognosi che attendono solo una nuova famiglia per poter essere accolti e vivere una vita serena. Perchè se una coppia eterosessuale non ha avuto “fisicamente” la possibilità di avere un figlio l’utero in affitto non potrà mai risolvere il problema, sarà solo un atto di egoismo. Così vale per la coppia omossessuale, che per natura non posso avere figli in quanto i rapporti sentimentali non permettono loro di concepire un figlio credo che sia assurdo che affitti un corpo estraneo solo per soddisfare un desiderio, sapendo in partenza che tale figlio non sarà mai l’essenza della coppia, ma piuttosto sarà l’espressione di uno solo dei due.

Questo un pò il mio pensiero.

Una buona giornata a tutti.

 

Davide

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Digital Divide – Fibra Ottica per tutti

Sperando di poter fare cosa utile, e magari che qualche Amministrazione Locale, vicino a dove abito prenda in considerazione questa proposta, pubblico una email che mi è giunta dalla ditta Fibersurf (http://fibersurf.it/) in merito ad una mia richiesta di attivazione di una linea in fibra ottica.

Davide Borin buongiorno.

Con la presente vado a rispondere alla sua domanda.

Purtroppo nella sua zona il servizio non risulta ancora essere attivo, ma è molto vicina ad altre zone attive, ed essendo che la sua zona risulta essere di nostro interesse, può essere che in un prossimo futuro, potremmo essere in grado di darle la connessione.

A questo riguardo, se lei non ha qualcosa in contrario, io terrei il suo contatto e se dovessimo arrivare nella sua zona, mi premurerò di chiamarla e verificare se il nostro servizio sia ancora di suo interesse.

Se inoltre fosse disponibile a metterci in contatto con altri potenziali utenti e/o amministratori locali, ci interesserebbe molto approfondire la conoscenza della sua zona, per capire se sia possibile raggiungere una massa critica e portare il servizio anche in tempi molto rapidi.

Infine, se potesse essere di suo interesse, le segnalo che la nostra azienda dispone anche di un prodotto di connessione senza fili denominato popwifi che per motivi tecnonolgici garantisce una copertura più capillare, lo trova qui:

www.popwifi.it

A disposizione per qualsiasi altra informazione possa esserle utile, colgo l’occasione per salutarla.

Buona giornata e grazie per la preferenza!


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Anche questo è lavoro

Dopo tutti questi post seri voglio condividere una cosa che mi è capitata stamattina.

Faccio il perito assicurativo e pertanto parte del mio lavoro consiste nel chiamare le persone per fissare un sopralluogo in modo tale da poter valutare il danno che hanno subito.

Detto ciò ecco la mia mattinata di ieri:

“Salve Signora XXXX, sono il geometra Borin, perito della XXXXX Assicurazioni. La chiamavo per ….”

“No vui niente..”

TU TU TU TU

Riprovo forse non mi ero espresso bene

“Salve Signora XXXX, sono il geometra Borin, perito della XXXXX Assicurazioni. La chiamavo per poter effettuare…”

“Ancora valtri no vojo comprar niente”

“No signora aspetti, sono il perito per il danno che ha subito a casa”

“Valtri tente de cjavarme…”

TU TU TU TU

Riprovo questa volta con un sms, magari leggendolo mi richiama.

sms: “Salve signora XXX, avevo provato a chiamarla al telefono ma ci sono state forse delle incomprensioni. Sono il perito Borin, per la sua Compagnia di Assicurazioni, avrei bisogno di fare un sopralluogo a casa sua per quantificare e risarcire il danno che ha subito, mi richiami appena può”.

Dopo un paio di minuti….DRIIN DRIINNN..suona il mio cellulare

“Scusame bambin ma co tutti sti truffatori e ladri al giorno de oggi no se ghe crede pi a nissun, vien pur co te vol”.

“Grazie signora passerò lunedì pomeriggio, e comunque ha fatto molto bene, di questi tempi è difficile fidarsi di qualcuno che sta dietro ad un telefono”.

Mai riso così tanto in vita mia durante l’orario di lavoro, da un lato ringrazio per il quarto d’ora comico che mi ha fatto passare, dall’altro capisco che non deve essere facile per gli anziani di oggi subire tutto questo, in un modo per loro completmente diverso da quello in cui sono cresciuti e sopratutto che ha perso in gran parte i valori di fiducia e rispetto che un tempo erano invece alla base della società.

Buona giornata e buon weekend a tutti.

 

 

Pubblicato in: aforismi, Senza categoria, vitaprivata

Crescere Insieme

Cari Amici,

oggi ero seduto sul divano con un fortissimo mal di testa, e mi sono appisolato.

La nostra mente è strana e mi sono ritrovato catapultato in un sogno che dipingeva una vita parallela rispetto a quella che conduco ora. Nel sogno una cara amica mi veniva a trovare nel mio mini appartamento in città dopo una lunga giornata di lavoro.

Quello che mi ha stupito di quel sogno è che dell’amica e del resto del sogno ricordo poco, le cose che mi sono rimaste impresse era l’arredamento del mini appartamento e quella strana sensazione del essere solo.

Tutta questa premessa per cercare di introdurre un argomento a cui ho pensato molte volte in questo ultimo anno: LA CONVIVENZA.

Da circa quattro anno convivo con Lisa nell’appartamento di proprietà dei miei genitori, e che grazie a loro abbiamo potuto ristrutturare.

Un bellissimo appartamento che piano piano stiamo cercando di arredare e rendere nostro. Di sicuro non scrivo questo per parlarvi del nostro appartamento, magari vi farò un piccolo tour man mano che finiamo di arredare le stanze, ma per parlarvi di come sono cambiate le cose a seguito della convivenza.

L’esperienza della convivenza credo sia un tassello importante in tutte le storie di coppia e  che tra tutte sia una delle esperienze più difficile ma al contempo anche una delle più entusiasmanti.

Fino a quando sei con i tuoi genitori nel bene o nel male, ti comporti come vuoi, e da un certo punto di vista la tua vita è dettata dagli orari e dai modi imposti dai tuoi genitori. Ma di contro hai il vantaggio che esiste la formula “tanto c’è la mamma” e più o meno puoi fare come vuoi “tanto il papà non dice nulla”.

Quando vai a convivere le cose cambiano, ti senti in obbligo di doverti “giustificare” nei confronti della persona che vive con te perchè oltre che ai sentimenti che vi legano ora vi sono degli “obblighi”. Questo credo possa facilmente mandare in crisi anche le migliori coppie se le persone non sono propense a mettersi in gioco e a cercare di imparere uno dall’altro.

Molte volte il modo di vivere di ogniuno di noi che costruisci a casa con le rispettive famiglie di origine è diverso, e deve sostanzialmente cambiare nel momento in cui si decide di effettuare una convivenza. Si deve ripartire da zero, si deve imparare “insieme” a vivere e condividere.

Non credo vi sia una formula perfetta e non credo che sia facile a priori, ma ripensando al passato e vedendo le cose come stanno andando posso dare la mia ricetta personale per la convivenza:

  • tanta pazienza da entrambe le parti
  • cercare di non dare nulla per scontato
  • ogni decisione va condivisa
  • cercare di non voler imporre un metodo ma sceglierlo assieme
  • tanta voglia di ridere
  • l’individualità deve restare tale, e ogniuno dei due deve avere i propri spazi
  • l’errore sta nel non cercare una soluzione al problema e non nel problema in se stesso

Beh per ultimo vi lascio una citazione che mi fa sempre sorridere e vedere la “vita insieme” come un percorso che ha le sue difficoltà e non le nasconde ma che solo uno con l’aiuto dell’altro si possono superare.

Citazione: «Come siete riusciti a stare insieme per 65 anni?» «Siamo nati in un’epoca in cui le cose rotte non si buttavano,si aggiustavano»

P.S. errori ne ho fatti e ne farò ancora molti, di sicuro non posso dire di essere “imparato”, ma con voi voglio essere sincero e condividere, come in un diario, tutte le cose che in una giornata mi creano emozioni, e la CONVIVENZA è stata fonte di fortissime emozioni sia in positivo che in negativo.